Le ferite dell’anima
- Anno
- 2026
- Dimensioni
- 70 × 70 cm
- Tecnica
- Tecnica mista su tela — acrilico e medium lucido, rilievo; cornice a cassetta in frassino
Il rosso intenso, quasi viscerale, è il colore del sangue, della vita, ma anche del dolore acuto e della sofferenza. Rappresenta la vulnerabilità dell’anima che viene esposta: non è un dolore nascosto, ma vivo, pulsante e bruciante. La texture materica e le fitte pieghe verticali creano un forte senso di lacerazione e profondità. Possono essere interpretate come delle cicatrici e lacerazioni: le linee verticali ricordano dei tagli profondi, delle ferite aperte o dei lembi di pelle e di anima che si sovrappongono nel tentativo di rimarginarsi. La cornice nera, spessa e geometrica, gioca un ruolo fondamentale: rappresenta il buio, il vuoto o la razionalità, evidenziando ancora di più la solitudine della sofferenza. L’opera rappresenta la complessità del dolore interiore. Non descrive una sofferenza superficiale, ma una ferita strutturale, profonda e intima, dove la bellezza dell’arte diventa il mezzo per dare una forma visibile e tangibile a ciò che normalmente non si può vedere: il dolore dell’anima.